La storia di Firenze



La fondazione di Firenze risale al periodo romano, ma esistono prove che Firenze fosse già stata occupata molto molto prima e più precisamente nel periodo preistorico. Nella parte più vecchia della città si possono vedere le impronte di queste origini romane, della Firenze colonia di Cesare. Per difesa, la città fu costruita all'interno della confluenza di due fiumi: l'Arno e il Mugnone, dove erano stanziate le popolazioni precedenti. Rettangolare nel piano, era chiusa all'interno di un perimetro di mura lungo 1800 metri. Lo spazio edificato, come tutte le città fondate dai Romani, è caratterizzato da strade diritte che si incrociano perpendicolarmente. Le due strade principali conducono a quattro Porte e convergono in una piazza centrale, l'Urbis del Forum, oggi Piazza della Repubblica, luogo in seguito destinato alla Curia e al Tempio dedicato alla triade Capitolina (Giove, Giunone e Minerva). I ritrovamenti archeologici, molti dei quali emersi nel corso dei lavori che "hanno dato nuova vita" al vecchio centro urbano, hanno permesso di individuare ed identificare i resti di importanti lavori pubblici, come i bagni Capitolini, i bagni di Capaccio, il sistema delle acque scure, la pavimentazione delle vie ed il Tempio di Iside, in Piazza San Firenze. A quel tempo l'Arno non era all'interno delle mura, c'era un porto fluviale, che rappresentava un'infrastruttura molto importante per la città, dato che nel periodo romano il fiume era navigable dalla bocca fino alla confluenza con l'Affrico, a monte di Firenze, ed il primo ponte nella storia fiorentina è stato costruito vicino all'attuale Ponte Vecchio, intorno al primo secolo a.C..Il commercio di spezie e tessuti era uno dei più importanti d'Italia e dava benessere alle famiglie fiorentine e a tutta la città. I primi indizi dell'avvento della religione cristiana raccontano del culto per il decano Lorenzo e per la Santa palestinese, Felicita, così le prime chiese costruite a Firenze furono: San Lorenzo, consacrata nel 393, prima diocesi della città, e Santa Felicita, le cui origini risalgono al quarto e quinto secolo. Tuttavia, i Fiorentini non sembrano avere un vescovo prima del terzo secolo avanzato. Il primo registrato è San Felice che ha partecipato ad uno sinodo romano nel 313.

I BIZANTINI E IL PERIODO LOMBARDO

Le invasioni barbariche hanno seriamente messo in difficoltà la città di Firenze. Nel 405, la città è riuscita a fermare le orde di Radagasio, ma successivamente non riuscì ad evitare di essere coinvolta nella disastrosa guerra fra Goti e Bizantini. La relativa posizione strategica come testa di ponte sull'Arno e nell'itinerario di comunicazione fra Roma e la Padania spiega perchè la città è stata contesa così acutamente fra i Goti e i Bizantini. Nel 541-44 furono costruite nuove Mura per la città, sulla struttura di diverse grandi costruzioni romane: il Campidoglio, il serbatoio per l'acqua dei Bagni ed il teatro. Le mura erano trapezoidali e la modesta grandezza testimoniano il declino della città, notevolmente spopolata; c'erano meno di mille abitanti. Intorno alla fine del sesto secolo, quando i Lombardi hanno conquistato l'Italia del Nord e centrale, Firenze è rientrata nei loro domini. Era l'inizio di quello che può essere considerato il periodo più scuro nella storia della città. Tagliata fuori dagli itinerari principali, era sparito il motivo principale della sua esistenza. Per le comunicazioni nord-sud, i Lombardi abbandonarono l'itinerario centrale Bologna-Pistoia-Firenze, perché troppo esposto alle incursioni dei Bizantini, che avevano ancora il controllo della parte orientale dell'Italia, e Lucca fu scelta come capitale del ducato della Toscana per la posizione, che era lungo le strade utilizzate per le comunicazioni interne. Ad ogni modo, durante il periodo della dominazione Lombarda, particolarmente dopo che la regina Teodolinda si convertì alla Chiesa di Roma, furono fondate diverse costruzioni religiose, ivi compreso il Battistero di San Giovanni, anche se naturalmente non nella forma attuale, le cui fondamenta sono ancora visibili nei sotterranei della chiesa.

IL PERIODO CAROLINGIO

Nel periodo Carolingio, ottavo secolo, fu instaurato un sistema feudale e Firenze si transformò in una contea del Sacro Impero Romano. Le testimonianze parlano di una rinascita della città nel periodo Carolingio: nel nono secolo nacque una scuola pubblica ecclesiastica ed il ponte sopra l'Arno, che precedentemente era stato distrutto, venne ricostruito. Alla fine del secolo nuove Mura per la città vennero costruite, probabilmente per timore delle invasioni ungheresi. Questo terzo cerchio seguì parzialmente la linea delle vecchie Mura romane, allargando a sud per includere i sobborghi che si erano sviluppati con prosperità, mentre a nord, per motivi politici, furono esclusi il Battistero, Santa Reparata, il Palazzo del vescovo, e l'adiacente Palazzo Regio dove il rappresentante dell'Imperatore teneva la sua Corte di Giustizia. Verso la fine del decimo secolo, la Contessa Willa, vedova del Marchese della Toscana, che possedeva un intero distretto all'interno delle Mura, fondò un'abbazia benedettina, a cui donò anche molti soldi, alla memoria del marito. Questa fu chiamata "Badia Fiorentina". Il figlio della Contessa Willa, Hugo, contribuì notevolmente allo sviluppo di Firenze e alla decisione di lasciare Lucca. La scelta di Firenze come dimora ne rinforzò, infatti, il carattere amministrativo.

PRIMO MEDIOEVO

Intorno alla metà dell'undicesimo secolo la posizione di Firenze in Toscana divennne ancora più importante perché Lucca non era più la sede del marchesato e perché Firenze partecipò attivamente e in modo decisivo al movimento per la riforma della chiesa. La lotta per eliminare l'interferenza secolare negli affari ecclesiastici e l'affermazione dell'indipendenza del papato dall'influenza imperiale aveva come rappresentante principale San Giovanni Gualberto, figlio di un cavaliere fiorentino, che fondò l'ordine di Vallombrosa. Firenze ospitò persino un Concilio nel 1055, sotto il Papa Vittorio II, con la presenza dell'Imperatore Enrico III e la partecipazione di 120 Vescovi. Molte vecchie strutture sono state completamente ricostruite durante la seconda metà dell'undicesimo secolo, tra questi la cattedrale di Santa Reparata, il Battistero e San Lorenzo. Il 6 novembre 1059, il Vescovo Gerardo, che divenne Papa con lo pseudonimo di Nicola II, reconsacrò l'antica chiesa battesimale della città che era stata ricostruita nell'odierna forma. La costruzione, ottagonale nel piano, con un asse semicircolare su un lato e tre entrate, sembra essere coperta da una cupola ad arco puntato, divisa in otto settori e la parte esterna che ancora non era stata rivestita dal fine marmo. Dopo la morte della madre e di suo marito (Goffredo il barbuto), Matilda, figlia della Contessa Beatrice, divenne la sola Contessa della Toscana. Aveva sempre aderito alle idee della riforma e della politica di San Giovanni Gualberto e durante la lotta per le investiture dette il suo supporto al più influente dei reformatori, Hildebrando di Sovana che successivamente divenne Papa Gregorio VII, trovandosi, così, a contrasto aperto con l'imperatore Enrico IV. Dopo l'episodio di Canossa, la vittoria di Enrico IV nel 1081 portò alla deposizione ufficiale della Contessa, abbandonata da tutte le città toscane tranne Firenze. Questa fedeltà alla Contessa costò alla città un assedio imperiale nel luglio 1082, che fallì. Lo speciale attaccamento di Matilda a Firenze e la conseguente rottura con l'Imperatore condusse alla costruzione, nel 1078, di un sistema più efficiente di difesa e la città fu fornita di nuove Mura - quelle che Dante chiama "la cerchia antica". Questo quarto cerchio di Mura, per la maggior parte seguì le linee delle pareti del Periodo Carolingio, ma incluse a nord ilBattistero, la cattedrale di Santa Reparata e la residenza della Contessa. In questo periodo la città fu divisa in quartieri che presero i nomi dalle quattro porte principali: Porta San Piero, Porta del vescovo, Porta San Pancrazio e Porta Santa Maria. Come tutte le prime città medioevali, il piano urbanistico dell'undicesimo secolo di Firenze fu caratterizzato non soltanto dal recupero dell'antica struttura urbana (Mura e vari resti delle strade) ma da un unità di base, espressa con una distribuzione casuale di diversi confini, fra cui importanti costruzioni religiose.

IL PERIODO DEI "COMUNI"

Quando la Contessa Matilda morì nel 1115, il popolo fiorentino aveva già costituito, a tutti gli effetti un Comune. I numerosi privilegi da lei concessi e gli eventi nei quali la Comunità fiorentina aveva svolto un ruolo principale nella lotta contro l'imperatore, avevano indotto la gente ad organizzarsi autonomamente e intraprendere l'azione puntando ad indebolire il potere imperiale. Fu quindi inevitabile che nel 1125, alla morte dell'ultimo imperatore della dinastia franconiana, Enrico V, i Fiorentini decisero di attacare e distruggere Fiesole, la vicina città rivale. Alla fine le due contee furono unite e rimaste entità separate soltanto a livello ecclesiastico, con Fiesole che ha mantenuto la sua diocesi. La prima menzione di un Comune ufficialmente costituito data 1138, quando ad una riunione delle città toscane fu deciso di costituire una lega, per timore che Enrico il fiero, che li aveva precedentemente oppressi, fosse eletto Imperatore. A quel tempo la Comunità aveva dei rappresentanti religiosi e secolari, con tre gruppi sociali dominanti: i nobili, raggruppati in consorterie, i commercianti ed i soldati a cavallo, la base dell'esercito. Anche se i nobili detenevano la maggior parte del potere, nel dodicesimo secolo, furono i commercianti i principali autori dello sviluppo della città. L'aumento dei commercianti nella seconda metà del secolo, così come il commercio con i paesi distanti si intensificò e si transformò in una nuova e molto più ricca fonte di accumulazione di capitale. L'esteso commercio e il credito, furono la base dell'espansione economica e demografica della città. Questo processo di espansione subì uno stop provvisorio quando Federico Barbarossa avanzò verso il sud dell'Italia. Nel 1185 l'imperatore privò la città del contado e ristabilì il marchesato della Toscana, ma la misura ebbe vita breve. Nel 1197, approfittando della morte del successore del Barbarossa, Enrico VI, riguadagnò il controllo di Firenze. La testimonianza dell'acquisizione di potere di Firenze, nel corso del dodicesimo secolo, si trova nell'espansione del territorio urbano. Intorno al cerchio di Mura costruite da Matilda si erano formati, in corrispondenza delle Porte, sobborghi popolati. Nel 1172 il Comune decise quindi di allargare le Mura della città ed incorporare i nuovi distretti periferici. Il perimetro delle nuove Mura della città, sollevato a mala pena due anni prima, nel 1173-1175 era due volte quello "del vecchio cerchio" ed incluse una zona che era il triplo. I sobborghi "di là d'Arno" non furono compresi, se non in seguito, anche se una piccola parte dell'"Oltrarno" furono incluse nelle Mura fin dal 1173-1175. Per conseguenza l'Arno si transformò in un'infrastruttura all'interno della città: itinerario di comunicazioni, fonte di energia e rifornimento idrico per le industrie. Nel dodicesimo secolo il tetto del cielo della città fu costellato da numerose torrette: nel 1180, secondo i documenti, erano trentacinque, ma ce n'erano certamente molte di più. Successivamente le torrette sono state usate come case, ma nel dodicesimo secolo servivano ancora per scopi militari. Sempre nel 12° secolo nacque "La società della torretta", associazione che riuniva i proprietari di varie torrette permettendo loro di controllare una parte della città. Un numero considerevole di piccole e grandi chiese inoltre furono costruite. Nei due secoli seguenti il numero delle chiese triplicò fino ad arrivare nel tredicesimo secolo a 12 priorati e 36 parrochhie.

IL TREDICESIMO SECOLO

La velocità con cui le nuove Mura furono costruite è un segno della prosperità che regnava a Firenze. La città si era transformata nel centro principale della Toscana, con una popolazione di circa 30.000 abitanti ed in continua crescista grazie all'arrivo di emigranti dalle campagne circostanti. Il Comune iniziò così un periodo di pace, durante il quale la situazione economica della città continuò a crescere. I commercianti avevano cominciato ad organizzarsi in associazioni corporative (dei Mercanti di Arte) dal 1182, sull'esempio della società dei cavalieri, che si moltiplicarono e si diffusero oltre i limiti della regione. Intorno alla fine del secolo Firenze era diventata un centro economico internazionale, con operatori nelle fiere principali dell'occidente. Da tutta italia signori e mercanti venivano a Firenze per fare affari e soggiornavano in città anche per molto tempo. Lo sviluppo dell'economia arrivò ad un punto così alto in pochi anni che le associazioni si moltiplicarono fra le altre categorie di commercianti e di artigiani. La città ancora conserva alcune delle costruzioni che furono le sedi delle corporazioni. Generalmente sono costruzioni che risalgono al quattordicesimo secolo, come la sede della corporazione della lana, costruita nel 1308, ristrutturando una torretta esistente. L'aumento urbanistico e demografico della città, quest'ultimo dovuto non ad un incremento naturale ma alla crescente migrazione dalla campagna, furono alla base di questa espansione economica. I migranti, membri di una classe media rurale, formata in conseguenza allo sviluppo economico generale, risiedevano nei distretti della città vicini alla campagna da cui erano venuti. Questo spiega perchè l'Oltrarno, su cui gli abitanti delle campagne a sud di Firenze, convertirono, aumentò enormemente e fu costruito un nuovo ponte in legno su pilastri di pietra nel 1128 e nel 1237 un terzo ponte fu costruito a monte. Questo ponte, completamente in pietra, fu costruito sul punto più largo dell'Arno e chiamato Ponte alle Grazie, dopo la costruzione della piccola chiesa su uno dei pilastri, a metà quattordicesimo secolo. I bisogni pressanti del commercio e dello scambio fra le città e l'espansione urbana vissuta, condussero alla costruzione nel 1952 di un altro ponte attraverso l'Arno: il Ponte Santa Trinita. I quattro ponti risposero alle esigenze della città fino al diciannovesimo secolo. Ovviamente si trattava di un fabbisogno temporaneo poichè Firenze in quegli anni fu meta mondiale di visitatori, turisti, illuminati e semplici mercanti. Chiunque avesse qualcosa da dire, da fare, da mostrare, da comprare o da vendere arrivava a Firenze e soggiornava per molto tempo fino a diventarne un cittadino. I nuovi ordini religiosi (francescano, domenicano, augustiniano, Carmelitano) svolsero un ruolo principale nell'ultima riorganizzazione della città medioevale. I Dominicani, che si erano stabiliti a Firenze nel 1221 nella piccola chiesa Santa Maria delle Vigne, ingrandirono per la prima volta il loro monastero nel 1246 e poi nel 1278 cominciarono a costruirne la struttura attuale. La prima chiesa dei Francescani, dedicata alla Santa Croce, da cui il nome della Chiesa, data il secondo quarto del tredicesimo secolo enel 1295 fu ricostruita come la vediamo oggi. E la stessa cosa è accaduto con gli Agostiniani di Santo Spirito, che si stabilirono nel cuore dell'Oltrarno nel 1259, e poi ingrandirono la Chiesa nel 1296. Oltre che la ristrutturazione delle chiese precedenti, i nuovi organi religiosi crearono grandi conventi, pieni dei chiostri e stanze di studio e lavoro; organizzarono la vita comunitaria della popolazione urbana, ebbero un ruolo politico e culturale, oltreché religioso. Assieme alla nuova cattedrale di Santa Maria del Fiore, la cui costruzione cominciò nel 1294, le grandi chiese erette dagli ordini religiosi nelle ultime decadi del tredicesimo secolo hanno costituito gli esempi più importanti di architettura religiosa gotica a Firenze.

IL RINASCIMENTO

Quando il potere tornò al popolo grasso alla fine del quattordicesimo secolo, un regime oligarchici fu stabilito a Firenze e un piccolo numero della classe media mercantile governò la città per circa 40 anni. Seguì comunque una forte opposizione all'oligarchia, essa fu capace di sfruttare abilmente il malcontento popolare. Quella parte della Classe Media che era stata esclusa dalla spartizione del potere, si unì alla popolazione e trovò un leader in Giovanni de' Medici, direttore dell'azienda più ricca e più potente di Calimala. Dopo la morte di Giovanni (1429) si accentuò il contrasto fra le fazione, mentre continuò a crescere la corrente dell'opinione favorevole ai Medici. Il primogenito di Giovanni, era signore della città, anche se cercava di non mostrarlo palesemente, con un ruolo intatto nelle vecchie istituzioni repubblicane, ma svuotato di tutto il potere reale. Morì nel 1464, e fu seguito dal mediocre Piero il Gottoso (1464-1469), il cui figlio, Lorenzo il magnifico, doveva continuare la politica di dissimulazione dell'antenato fin quasi alla conclusione del secolo: effettuava gli uffici tradizionali, ma era in realtà, e senza dubbi, il Signore di Firenze, a tutti gli effetti. Durante gli anni in cui l'oligarchia mercantile governò Firenze, e nel periodo antecedente la Signoria dei Medici, i contatti sempre più frequenti con gli esempi dell'antichità greca e romana provocarono un nuovo spirito e la città si transformò nel centro in cui l'Umanesimo è stato fondato. L'uomo ha iniziato a considersi l'ultimo fine, impaziente di imporre conoscenza razionale e affermazione del dominio sopra la natura che lo circonda e la storia che lo precede. La cultura letteraria, le scienze, le arti e le attività umane vengono messi in primo piano. Questo è il periodo dorato dell'intelletto e della cultura in Europa. Per esempio Filippo Brunelleschi; fra il 1420 e il 1446 creò un gruppo di lavoro che rappresentò uno dei più importanti momenti della storia dell'architettura fiorentina e dell'urbanistica. È grazie prima di tutto a Brunelleschi e poi agli altri esponenti della cultura architettonica dei primi del 15° secolo che Firenze diventò la "città del Rinascimento", idealizzata dagli Umanisti. Un numero incredibile di personaggi artistici parteciparono alla vita artistica di Firenze e contribuirono a costruire l'immagine della città rinascimentale, fra questi: Donatello, Masaccio, Filippo Lippi, Domenico Ghirlandaio, Sandro Botticelli, Beato Angelico, Michelozzo, Giuliano da Sangallo e Benedetto da Maiano. Sono solo alcuni dei nomi che contribuirono a portare l'immagine di Firenze nel mondo non solo che città rigogliosa e densa di mercanzie e affari m a anche capitale mondiale della cultura e del pensiero.

IL SEDICESIMO SECOLO

Lorenzo il magnifico seppe imporre il suo potere personale, senza rovesciare le istituzioni repubblicane. Ma alla sua morte nel 1492, passarono solo alcuni anni che il figlio che lo succedette, Pietro lo sfortunato, riuscì a demolire la meravigliosa struttura di potere dei Medici. La politica insicura di Pietro, in merito all'invasione di Carlo VIII, costrinse la città ad eliminare la Signoria e ristabilire in pieno il regime repubblicano. Ma la gente si divise fra coloro che parteggiavano i Medici e la massa dei cittadini, infiammati dai discorsi di Girolamo Savonarola, che volevano riformare il governo, imponendo un nuovo regime dove ruolo importante fosse assunto da un "Gran Consiglio" che riunisse i membri delle famiglie principali. Ma non passò molto tempo che i Medici ed i loro sostenitori fecero ritorno, grazie al fatto che Savonarola fu stato giudicato un eretico e bruciato al palo nella Piazza della Signoria, il 23 maggio 1498, per ordine di Papa Alessandro VI. Fu il periodo in cui Michelangelo creò la sua famosa statua del David, messa di fronte al Palazzo della Signoria come guardiano della libertà di tutti i Fiorentini. In seguito la città si trovò di nuovo sotto la Signoria dei Medici, col benestare del Papa, alleato del re di Aragona, la cui parola era legge in Italia, dopo la partenza del re di Francia. L'elezione prima di Giovanni de' Medici, nel 1512, e poi di Giulio (Clemente VII) rinforzarono ancora di più la Signoria dei Medici. Ma quando arrivarono le notizie del sacco di Roma nel 1527, i fiorentini si ribellarono e cacciarono ancora una volta i Medici, affermando la loro libertà. Fu l'ultimo tentativo disperato di reintegrare il governo repubblicano. Il 12 agosto 1530, dopo un assedio di undici mesi, gli eserciti dell'imperatore e del papa insieme entrarono a Firenze, e l'anno seguente, per concessione imperiale, Alessandro de' Medici fu dichiarato "capo del Governo e dello Stato". Il nuovo signore, che dopo una successiva risoluzione fu chiamato "Duca della Repubblica fiorentina", installò una tirannia, con nuove istituzioni tutte sotto il suo controllo, e iniziò una politica di alleanze straniere con le famiglie reali più importanti d'Europa, sposando una figlia naturale dell'Imperatore Carlo V e dando sua sorella Caterina in sposa al secondo figlio di Francesco I. Gli avversari dei Medici, comandati da Filippo Strozzi, provarono inutilmente a capovolgere il governo del duca Alessandro. Rimase infruttuoso anche il gesto di Lorenzino de' Medici che assassinò Alessandro nel 1537. L'unico successore possibile era Cosimo il Giovane, figlio di Giovanni delle Bande Nere, un ramo più giovane della famiglia, poiché il ramo di Cosimo il Vecchio era estinto. A diciassette anni il nuovo Duca riuscì a guadagnarsi il rispetto e gradualmente installò un regime autocratico. Nel corso della sua vita riuscì a schiacciare le fazioni avversarie ed a rinforzare lo Stato, sottomettendo Siena al dominio fiorentino nel 1555. Ottenne un titolo sovrano dal Papa e dal 5 marzo 1570 fu incoronato Granduca della Toscana da Pio V. Quando morì nel 1574, lasciò il Governo nelle mani del figlio Francesco che regnò fino al 1587, quando fu succeduto dal fratello Ferdinando I (1587-1609).

FIRENZE CAPITALE

Nel 1859 i Lorena lasciarono Firenze. Con la seconda guerra di indipendenza,la Toscana si unì al Regno dei Savoia nell'Italia unificata, e Firenze divenne capitale d'Italia per 5 anni, dal 1865 al 1870. Il centro storico urbano subì un complesso rinnovamento, che distrusse completamente il mercato vecchio ed il quartiere ebreo, vicino a Piazza della Repubblica. La Piazza rappresenta la distruzione di mille anni di stratificazione urbanistica, sostituiti da una disposizione geometrica anonima delle costruzioni, con alcuni monumenti lasciati intatti che emergono senza il collegamento con le costruzioni intorno loro.

FIRENZE NEL '900

Durante questo secolo, Firenze ha sofferto un processo di degradazione. La vecchia struttura non riusciva più a far fronte alle richieste della moderna vita urbana e la causa stava principalmente nel fatto che il nuovo contesto non era mai riuscito a raggiungere un equilibrio organico. Con il progetto di Giuseppe Poggi per Firenze capitale d'Italia (1864-1870) - che provocò la demolizione delle Mura della città per la costruzione dei Viali di circonvallazione, la creazione del Viale dei Colli e Piazzale Michelangelo e lo sviluppo iniziale di nuovi quartieri residenziali sia all'interno dei Viali (il distretto della Mattonaia intorno a Piazza Indipendenza, il distretto di Maglio intorno a Piazza d'Azeglio) che all'esterno (Savonarola, San Jacopino, Piagentina) - e con la demolizione del centro urbano intorno al vecchio mercato (1885-1889) per la creazione della grande Piazza Vittorio Emanuele II (ora Piazza della Repubblica) e le costruzioni di edifici adibiti pricipalmente ad uso ufficio, cominciò la terziarizzazione del centro urbano, nei primi decenni del ventesimo secolo. In conformità con lo schema urbano di pianificazione di Poggi, la città si espanse velocemente fino ai colli vicini - via Vittorio Emanuele II all'ovest, Viale Volta all'est e Oltrarno lungo via Pisana oltre il Pignone, dove la fonderia ha rappresentato il primo nucleo industriale insieme agli alloggi dove potevano dormire gli operai. Fino alla prima guerra mondiale, i problemi della città si accumularono senza un sostanziale intervento da parte dell'Autorità pubblica. Ad un livello sociale, il movimento operaio si sviluppò a difesa di una classe che viveva grandi difficoltà. Fra il 1890 e il 1915, la popolazione crebbe fino a cinquantamila. Fra il 1905 e il 1913, furono costruite 36.652 stanze e circa 2.000 dimore di basso-affitto. Le file di case a due piano delle Classi Medie erano conosciute come "trenini" e andavano da Ricorboli a San Gervasio, dalla valle del Mugnone a San Jacopino e Rifredi, provocando una versione in qualche modo provinciale della moderna architettura europea che, tuttavia, ora compare come non priva di qualità per bellezza e dignità soprattutto rispetto alle costruzioni di oggi. Il carattere delle nuove zone residenziali della Classe Media emerge da questo passaggio da Aldo Palazzeschi: "Due mesi dopo, mi trovai nella parte opposta della città dove erano - ed ancora sono - i nuovi quartieri di Firenze alla Barriera delle Cure, conosciuto ai Fiorentini semplicemente come alle Cure. Qui il terreno coltivabile solo recentemente ha cominciato ad essere battuto, violato, sparso ed invaso dalle nuove costruzioni. Addio ai grandi e austeri palazzi signorili, all'architettura severa e magnifica, ai tetti a mensola, capititelli e cornici. Un'altra vita, un'altra luce, un'aria differente.
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